>>Galassia Gutenberg
Postato il 14/03/2007 alle ore 16:31:38
4 commenti per questo Blog
Venerdì, sabato, domenica e lunedì (16-17-18-19) si svolgerà a Napoli la diciottesima edizione di Galassia Gutenberg (la più importante fiera del libro del mezzogiorno), quest’anno alla Stazione Maritima, Molo Angioino. Serviva qualcuno che gestisse lo stand di Stampa Alternativa, per permettere che fossimo presenti; così, invece che partecipare a qualche fumoso dibattito come mi capitò, con sommo disagio, nell’edizione di due anni fa, quest’anno farò funzionare lo stand della mia casa editrice. Darò in questo modo il mio contributo alla causa di Stampa Alternativa sostituendo i miei editori che hanno difficoltà a venire. Anche se forse qualcuno si farà vedere sabato. Pare. Si mormora. Dallo stand dovrebbero passare a farmi compagnia altri autori di Stampa Alternativa: Giuse Alemanno, Manila Lo Giudice, Chiara Lico. Mi darà una mano ad animare lo stand il prode Roberto Valentini, amico di sempre, cartografo dilettante, navigatore dei libri antichi e delle rotte meno battute.
Io ci sono sempre andato a Galassia, e mi ricordo da adolescente che arrivavo allo stand di Stampa Alternativa come a un approdo. Mi colpivano i colori delle copertine, i formati delle collane, i titoli, la varietà, i contenuti controcorrente, l’atmosfera di intelligenza e libertà fuori dagli schemi. Mi immaginavo gli stampatori alternativi come un gruppo di geniali cospiratori, e gli autori di Stampa Alternativa erano ai miei occhi molto più affascinanti di quelli delle grandi case editrici senz’anima, perché li immaginavo parte di un progetto culturale incazzato e rigoroso, fratelli in una combriccola di creatività e impegno. Me li immaginavo, appunto, a battere strade e cantine ascoltando e raccontando storie, e a sudare per scaricare scatoloni di libri alle fiere, e non certo a pontificare ovvietà in qualche salotto letterario. Immaginavo che pensassero a loro stessi come artigiani della parola e del racconto, e mai come artisti.
Poi sono cresciuto, non ho più 15 anni, e so che le idealizzazioni sono sempre sbagliate e che non ci sono solo i colori netti, ma anche quelli sfumati, che la vita è un’avventura dura e meravigliosa e che un poco bisogna patteggiare una tregua con se stessi e con il mondo. Resta il fatto che io ho scoperto Stampa Alternativa in un inverno di tanti anni fa fra gli stand di Galassia Gutenberg e fu amore a prima vista e folgorazione epidermica.
Stampa Alternativa intanto continua a resistere da più di trentanni, e io pure. Però se non mi fossi fatto avanti, forse quest’anno a Galassia Gutenberg Stampa Alternativa non ci sarebbe stata, perché i ragazzi avevano difficoltà a scendere, e magari un ragazzino napoletano come ero io venti anni fa, se capitasse fra gli stand di Galassia Gutenberg non avrebbe l’occasione di vedere l’altra faccia dell’editoria, quella che non va in televisione, quella senza miliardi e copertine dei magazine, quella che crede nel proprio lavoro e vuol farlo bene, quella che considera il mezzo un fine, e la ricerca e la cultura due cose serie non negoziabili. Se con la mia presenza posso fare in modo che qualche quindicenne napoletano venga fogorato dai libri come accadde a me, scopra un’altra editoria, e venga salvato dal logos televisivo-commerciale, allora devo e mi fa piacere. Con canottiera d’ordinanza e olio di gomito domani si va a spacchettare gli scatoloni e ad allestire lo stand. Spero che siate in tanti, autori, lettori, viandanti in cerca di un’indicazione, filosofi del vino, situazionisti in cerca di una situazione, scienziati in cerca della scienza, cercatori di uomini e donne, frombolieri e giocolieri, a passare allo stand di una delle ultime enclave di cultura resistente dentro il baraccone della cultura massificata e disinnescata.

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chiara ha scritto:
bello e vero quello che scrivi. spero che sia andata bene e che qualche quindicenne napoletano sia ufficialmente entrato nel "giro". peccato che non siano scesi anche gli altri, però.
 
Chinasky ha scritto:
Il bimbo ha deciso di avere la febbre giusto sabato-domenica-lunedi, lasciandomi così il dispiacere di non esserci stato.
Mi sarebbe piaciuto davvero incontrare dei vecchi amici dietro ad un bancone, in mezzo a migliaia di libri; non c’ero, io che i libri li divoro, e che con loro ho lavorato per anni.
Ed ho conosciuto piccoli uomini che si credono grandi Editori (e non vollero pubblicare “Io speriamo che me la cavo”, comunque un successone), e grandi uomini che hanno fatto della penna, della parola, un’estensione del proprio corpo, costretti ad elemosinare “nel baraccone della cultura massificata”.

Peccato.
Mi sarebbe piaciuto girare con il pargolo sulle spalle tra gli stand, a respirare qualcosa di diverso, e fumare una sigaretta aspettando di essere folgorato da una copertina, un titolo, una sfumatura di colore…
 
Tatti ha scritto:
Bravo come speravo piano piano stai andando avanti...il libro non l'ho letto, ma mi fa piacere sentire tutti questi commenti positivi su di te e su quello che fai...buona fortuna continua così che stai ''cominciando'' ad ingranare...
 
debord ha scritto:
tatti carissimo la tua soddisfazione è il mio maggior premio, ma ho la barba bianca ormai. leggi i libri.
 
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