Nazi Paradise, di Angelo Petrella (Meridiano Zero) in libreria in questi giorni, è la conferma del talento visionario e incazzato dell’autore. Dopo cane rabbioso Petrella torna con una storia ambientata in una Napoli per nulla olografica e difficilmente riconoscibile. Torna con una storia che si srotola fra neonazisti, redskin, poliziotti, hacker, combattimenti fra cani; e dipinge una realtà distorta, sfilacciata o densa come un grumo, a seconda delle pagine. E’ un iperrealismo, quello di Petrella, che non cerca di affrescare il reale, ma di contorcerlo tirandone fuori archetipi e tendenze. Più che la storia è come sempre lo stile di Petrella a colpire per la sua velocità, per la sua violenza, per il suo ritmo. Un linguaggio nuovo e contaminato che non ha bisogno di grandi strutture narrative per esplicare la sua potenza, anzi probabilmente le rifugge volontariamente. Non a caso uno dei riferimenti letterari di Angelo è Nanni Balestrini.
Sentiamola mancanza: potrebbe essere un interessante argomento da trattare.Cos'è che veramente ci manca oltre le storie che parlano veramente di noi come dice Marvel.
Topolino ha scritto:
Al momento, senza voler essere banale, mi manca molto il computer che si è definitivamente scassato!
piopio ha scritto:
Dewvo dirvi che il mio amico crucco carlo è un cimento non umano