l'incredibile e abominevole Cossiga, cuor contento e felicione suggerisce a maroni come contenere la protesta degli studenti, cioè come fece lui: infiltrando, provocando, sabotando, devastando, saccheggiando, e facendo così in modo di creare tensione e poter intervenire con le forze dell'ordine e l'appoggio dei benpensanti. Intervenire si, ma non per arrestare o identificare, piuttosto per spezzare un po' di ossa. Se poi ci scappa il morto, come Giorgiana Masi, o tanti anni dopo Carlo Giuliani, beh, pazienza. Una confessione sintetica e banale di ciò che in molti già sapevamo. Una spiegazione dall'interno di come funzionava la strategia della tensione. Lui non si vergogna, ma considera la tattica di infiltrare provocatori nei movimenti democratici per provare a trascinarli sul terreno del conflitto violento una delle opzioni del ministro degli interni, addirittura da suggerire e consigliare al'attuale ministro. Fantastico.