In questi giorni di grande confusione a sinistra, ci sono due eventi notevoli e tristi: 1. il push a Liberazione con annesso defenestramento del Direttore Sansonetti, considerato troppo indipendente dall'attuale maggioranza del partito e sostituito con una specie di Commissario Politico. 2. L'annuncio, che in realtà era nell'aria da tempo, dell'uscita da Rifondazione della corrente vendoliana. Sono due brutte notizie, e in qualche modo la seconda è conseguenza di una serie di atteggiamenti tra i quali il licenziamento di Sansonetti. Attualmente lo spazio politico per una nuova aggregazione a sinistra sembrerebbe molto angusto, e quindi la sfida di chi lascia Rifondazione è ora ricostruire se stessi e il senso di una sinistra nuova, plurale, libertaria e radicale, nonchè una nuova modalità di interpretazione della rappresentanza. E' un avventura difficile che va affrontata con molto cuore e molta testa. Posto qui la breve lettera di Nichi Vendola che proprio nella sua brevità tradisce la commozione di chi si appresta ad andare via.
"Care compagne, cari compagni
ho deciso di lasciare il partito della Rifondazione Comunista. Lo considero una casa snaturata e per questo mi dedicherò a ricostruire una sinistra curiosa del mondo che cambia, all’altezza delle sfide del tempo presente, fatta di sentimenti buoni, di capacità di stare nella realtà, di conoscere i territori e i luoghi di lavoro.
Parlo per me, per il mio sentire, per la mia idea di politica. Non chiedo quindi un reclutamento, una leva militare. Ognuno e ognuna farà i conti con la propria coscienza. Lo spirito che mi muove non vuole determinare rotture ma contaminazioni virtuose: è tempo di elaborare un pensiero forte, di fronte a un mondo attraversato dalla crisi economica e dalla crisi ambientale, per presentarci non come portatori di vecchie mitologie ma come ricercatori di futuro. Dalla settimana prossima il mio cervello e il mio cuore, insieme a quelli di tante e di tanti, avrà solo un assillo: ricostruire per l’Italia e per l’Europa una grande sinistra di popolo, una grande sinistra per il futuro." Nichi Vendola