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| >>PACS |
| Postato il
09/02/2007 alle ore 11:13:24 |
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7 commenti per questo Blog |
Il via libera del Consiglio Dei Ministri al disegno di legge sulle coppie di fatto è un primo passo verso un percorso di allargamento dei diritti civili. L’iter parlamentare consentirà, spero, di migliorare ancora la legge e di produrne una ancora più avanzata. Ma già è un risultato importante, simbolico, il fatto che le gerarchie vaticane non siano riuscite ad imbrigliare una discussione che da ampie fasce del paese veniva chiesta a questo governo. Mi resta da capire per quale motivo la chiesa e settori della destra conservatrice ritengano che dare più diritti a qualcuno significhi automaticamente toglierne ad altri cittadini. L’allargamento dei diritti civili, la rimozione di pregiudizi e ostacoli nei confronti dlle minoranze è battaglia di civiltà e di democrazia. Se dai più diritti a qualcuno non ne stai togliendo ad altri. abc nel manuale di educazione civica. Fino ad ora anche un parente lontano, mai visto e frequentato poteva impedire a un omosessuale di assistere il proprio partner in ospedale, per esempio. Come se un vincolo largo e lontano di parentela contasse più di un rapporto d’amore, magari decennale. Beh, si comincia a mettere una pietra su un percorso di riconoscimento di una situazione che, tra l’altro, come dice il disegno di legge, è “di fatto”. Cioè riguarda decine di migliaia di convivenze in questo paese. E chi vuol sposarsi potrà ovviamente comunque farlo. Ma chi non può, come accade agli omosessuali, potrà almeno garantire al proprio partner la possibilità di subentrare nel contratto di affitto, la reversibilità di parte della pensione, la possibilità di assistenza sanitaria. Non è poco.
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Chinasky ha scritto: |
Hai detto bene, abc dell’educazione civica. Credo, però, che per troppo tempo ci abbiano governato persone che probabilmente non sanno neanche leggere, che hanno speso tempo a riformare e riformare la scuola senza dare vera importanza a materie fondamentali, quali appunto l’educazione civica, senza impregnarla di significati sociali e morali, senza metterla al passo coi tempi.
E così oggi festeggiamo come grande vittoria (e, sia ben chiaro, lo è), un passo che qualunque stato moderno dovrebbe compiere per senso civico e senza alcun clamore, come atto dovuto verso qualunque forma di unione sentimentale, di rispetto massimo per le scelte altrui, senza pregiudizio alcuno.
Certo, forse ora dovremo temere una Quinta Crociata, indetta nel nome dei sacri vincoli religiosi e caldamente appoggiata dalla forza conservatrice del Paese, anacronistica rappresentazione dei Cavalieri Templari, che partirà alla riconquista della “moralità perduta”.
Approfitto, poi, di questo tema per rivolgere una domanda a Contro Corrente:
Scusami, ma non credi che qualunque persona, in quanto essere pensante, sia schierata politicamente?
Non credi che in tutto quello che pensiamo, nel nostro modo di fare o di dire, siamo animali politici, e di conseguenza manifestiamo il nostro pensiero politico nel senso completo della parola nel nostro stesso modo di essere?
Io ci rifletterei… |
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printemps ha scritto: |
| Giusto, Contro Corrente! Mi chiedo solo: perchè l'ipocrisia di chiamarli PACS, e non matrimoni fra persone dello stesso sesso? Fra persone di sesso diverso, rimane ancora più semplice e conveniente il matrimonio, credo. Invece, cosa pensate di questa follia, di dare un cognome a scelta ai figli? |
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Chinasky ha scritto: |
| A parte il fatto che i PACS riguarderanno anche le migliaia di coppie eterosessuali che decidono di convivere, e che mi sembra giusto abbiano gli stessi diritti delle coppie sposate, tornando agli omosessuali, tu sei uno di quelli che li chiama RICCHIONI? |
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No name ha scritto: |
| Una domanda per Chinasky: credi sul serio che migliaia di coppie eterosessuali, che hanno liberamente scelto di convivere e quindi di non darsi alcun vincolo giuridico normativo correranno in comune a firmare una dichiarazione disgiunta (congiunta è quella matrimoniale) per essere riconosciute come coppie di fatto? Ciò detto, è senz'altro giusto che uno stato democratico e civile riconosca uguaglianza nei diritti alle persone, quale che sia il loro orientamento sessuale. |
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no name ha scritto: |
| Seconda domanda per Chinasky:ti sembra giusto che le coppie conviventi abbiano gli stessi diritti delle coppie sposate e potremmo essere d'accordo, ma che ne pensi degli stessi doveri? |
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Tex (Mex) ha scritto: |
| proviamo a mettere un po' di peperoncino (sfatiamo il mito: io sono la cucina Tex Mex, e non il fumetto Tex!!!) anche qui. Anche se mi sa che ce ne è abbastanza, da quanto leggo!).....
Io sono d'accordo con chi ha capito che si tratta di una manovra politica volta ad aggirare l'ostacolo e l'opposizione di una legge chiaramente riferita ai GAY (ai miei amici Gay, io li chiamo RICCHIONI, e loro non se la prendono.....). del resto una coppia etero, perchè ricorrere al dico se può firmare un documento in comune ed essere di fatto sposata? Questo comunque è un successo, anche se tradisce i compromessi e la dialettica subdola della politica. del resto quanti di noi non hanno usato la diplomazia e hanno limato le cose per farle accettare dall'interlocutore di turno? L'importante è che chiunque oggi possa avere un minimo di tutela (bianco, nero, musulmano, gay, etc....). Piano piano la gente capirà....e si adatterà.......e sapete che vi dico? Io con questa legge ho capito quanto sono fortunato a potermi sposare.... |
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Chinasky ha scritto: |
Bene, ora comincio davvero a divertirmi.
Caro “no name”, vengo subito ai tuoi quesiti.
Prima risposta: no, concordo con te e non credo che tutti lo faranno; credo, però, e non vorrei ripetermi, che sia più che giusto che tutti abbiano la possibilità di far riconoscere i propri diritti, e più che doveroso per uno stato civile concedere a tutti questa possibilità; che poi per pigrizia, libera scelta o quel che cazzo sia non si vada in Comune a firmare, è un altro paio di maniche che in questa sede non ci interessa...
Seconda domanda, e qui è già un po' più complicato: diritti e doveri dovrebbero andare più o meno sempre di pari passo, ma conosco persone sposate che hanno solo diritti e coppie conviventi che hanno solo doveri, quindi…
In ogni caso, i doveri verso la persona amata dovrebbero essere dettati da ragioni di cuore; così, che siano o meno riconosciuti/imposti dallo Stato, credo che abbia poca importanza.
Un’ultima cosa, per "Tex Mex": anch’io ad uno dei miei migliori amici, dichiaratamente e splendidamente omosessuale, lo chiamo RICCHIONE, ed anche lui non se la prende, anzi ci ridiamo su insieme.
Prova però a dirglielo tu … |
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