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| >>Ombre di Guerra |
| Postato il
29/03/2009 alle ore 01:07:16 |
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2 commenti per questo Blog |
Da martedì 31 marzo a domenica 5 aprile, all’auditorium del teatro Bellini, a Napoli, andrà in scena uno spettacolo teatrale che amo molo, prodotto dalla società di produzione con cui sto lavorando, scritto e diretto da Fabrizio Bancale. Si chiama Ombre di guerra, ed è una drammatizzazione poetica e toccante della ottusa coazione a ripetere guerresca del genere umano...
Ombre di guerra:
scritto e diretto da Fabrizio Bancale con Rosario Sparno - Simone Spirito Nico D'Agostino - Luca Iervolino e la partecipazione di Gaia Riposati scene e costumi Maddalena Marciano disegno luci Marco Ponticiello effetti audio Italo Todde foto Aniello Barone
Digrigna i denti, dilata le narici, mostra le unghie che il nemico fuggirà...
Una casa nel mezzo del nulla. Un luogo imprecisato. Molto, troppo simile a tante città che in questi anni hanno vissuto guerre spesso incomprensibili, sempre disgustose. Due fratelli. Profili precari appoggiati uno all’altro, di spalle. In lontananza rumori di mitra e, a intervalli quasi regolari, i boati delle esplosioni che fanno tremare i vetri e le pareti. Dopo l’ennesima notte di scontri e violente irruzioni nelle abitazioni, si risvegliano ancora frastornati, indolenziti. Fuori, le ultime bombe che cadono, e il suono delle sirene. I contorni dei combattimenti perdono la loro nitidezza, sbiadiscono, fino a sovrapporsi, a confondersi: terminati gli scontri tra eserciti nemici, la vendetta e l’odio si infiammano come le micce abbandonate dai soldati in fuga; e diventa difficile distinguere anche il diverso colore delle tute militari: nel mirino dei cecchini appaiono soltanto macchie indistinte…ombre. Di soldati, di civili, di padri e di figli…di madri. Attraverso lo sguardo dei due giovani protagonisti, la realtà si mescola con i sogni, i ricordi con le speranze: il loro mondo immaginario diventa l’unica realtà possibile, l’unica alternativa all’orrore della guerra. Richiamano alla memoria episodi della loro fanciullezza: i loro giochi, gli scherzi tra amici; riesumano vecchie filastrocche per allontanare la paura. Rivivono le corse in bicicletta, il suono della campanella della scuola, il sapore unico dei dolci della pasticceria in piazza, dove lavorava Milena. Quella ragazza carina, con le treccine e gli occhi vispi. Ricordano le nevicate che imbiancavano tutto, prima che quel bianco candido venisse insudiciato da stivali e cingolati; e ripercorrono nuovamente con la memoria quelle giornate nelle quali si poteva restare all’aria aperta a giocare con i pupazzi di neve. Vicende e aneddoti ormai lontani, accaduti tanto tempo fa. Prima…prima che gli uomini cominciassero ad ammazzarsi tra loro. Ma forse è solo l’ultimo disperato tentativo dei due ragazzini di restare ancorati alla quotidianità della vita terrena. E così aspettano. Aspettano che la madre si svegli. Cadenzati dalle esplosioni, trascorrono i minuti, le ore…la stanza comincia a riempirsi di ombre che sembrano essersi date appuntamento come in un sabba notturno. Quasi evocati dalle loro filastrocche, vinti e vincitori, vittime e carnefici si incontrano finalmente, senza maschere e ipocrisie, davanti ai due, incoscienti testimoni di quel tragico spettacolo al quale l’uomo sembra non saper rinunciare. Ombre di guerra è un lavoro che prende in prestito temi e spunti dalle tante opere che hanno trattato la guerra nella sua dimensione universale, come un dramma che si ripete sempre uguale e sempre diverso, attraversando tempi, città, nazioni, confini, divise. Da “Trilogia della città di K” di Agotha Kristoff, a “Ombre” di Roberto Russo; da “Quanto pesano i fantasmi” di Tim O’ Brian, a “Woyzeck” di Georg Buchner. Un lavoro preparatorio di un anno per uno spettacolo che racconta in un modo nuovo e originale la ferocia della guerra, il calore dei ricordi, la speranza di una catarsi che consenta a vittime e carnefici di trovare un giorno, in un altro tempo, in un altro luogo, la pace che in vita non ebbero. Fabrizio Bancale |
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New ha scritto: |
| Mi giunge notizia che sta per uscire un nuovo spettacolo teatrale prodotto da Bancale intitolato "ombre d'amore" che tratta della più antica ingenuità del genere umano. Mi dicono niente male. Sai qualcosa in proposito. |
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nina ha scritto: |
| Si parla molto di guerra, di solidarietà, d'impegno sociale di quanto e quanto si potrebbe e si dovrebbe fare, tutte cose giuste, tutte cose per cui battersi, in cui credere...' ma si parla poco d' amore. Sicuramente l'argomento è più ostico, più difficile da affrontare....., anche nel proprio intimo, figuriamoci con altri, eppure è alla base di tutto, è il presupposto di ogni cosa...è ciò che muove il mondo. Forse..... ho esagerato, ma alla fine è così. |
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