>>Nuove BR
Postato il 14/02/2007 alle ore 15:08:08
2 commenti per questo Blog
Non so se mi lasciano più perplesso, di queste nuove BR, i giovanissimi o la vecchia guardia. Se la logica continua ad essere quella di azioni di violenza mirate a suscitare una diffusa sollevazione armata del popolo per sovvertire l’ordine economico, era una follia già negli anni di piombo, quando c’era una vasta area di simpatizzanti all’azione politica violenta. Oggi, se non fosse che ogni tanto sono anche pericolosi e sono arrivati a uccidere Biagi e D’Antona, sarebbe una storiella paradossale, da raccontare in osteria per far ridere i commensali. Il distacco dalla realtà di una persona è ordinaria possibilità. Ma più persone, decine, forse centinaia, che rischiano la libertà in nome di una condotta inutile, ridicola, slegata da qualunque ipotesi politica mi lascia sgomento. Da quale caverna escono? In quali luoghi costruiscono la loro imbecille identità? Non leggono? Non vedono? Non capiscono che l’unica via praticabile per il cambiamento è la partecipazione di massa attenta e pacifica? Lo studio, la denuncia, il coraggio di portare avanti le proprie idee alla luce del sole e dentro i meccanismi della partecipazione democratica. Il dialogo. Questa è la via per la trasformazione. L’unica possibile.
Nella nostra società la loro azione è ancora più controrivoluzionaria di quanto lo fosse trenta anni fa, perché non solo apre la strada alla repressione del dissenso, ma agita l’ombra del sospetto su quanti si fanno il mazzo per resistere alla massificazione della globalizzazione e per cercare di costruire nuove forme di convivenza e di allargamento dei diritti. Lo capisce anche un bambino. Eppure ho la sensazione, pur non conoscendoli, che siano in buona fede e non manovrati. Quindi degli idioti pericolosi che si cercano e si trovano e se ne partono per una tangente di delirio e di distruzione e autodistruzione. Non c’è paragone fra questo terrorismo e quello degli anni di piombo. Quello fu un tragico errore di alcuni settori della sinistra extraparlamentare. Un abbaglio collettivo che sottovalutava molte cose, ma che tutto sommato era prodotto da un contesto sociale al quale non era estraneo. Oggi invece fa impressione la sconnessione di questa gente. L’improbabilità delle analisi, la demenza del progetto, il distacco totale dalle esigenze della popolazione. Se i terroristi rossi degli anni di piombo erano compagni che sbagliavano, questi non sono compagni. Sono gruppetti di esaltati, affetti da qualche forma di patologia nella decodificazione della realtà che forse uno psichiatra potrebbe meglio spiegarci. Bah….
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Lupo Blu ha scritto:
sono giorni che vi seguo silenzioso.....mi diverte vedere un salotto che cambia e si evolve la discussione in funzione di quello che si dice un attimo prima....è un divertente esercizio di stile a cui anche il padrone di casa sembra partecipare. Leggo alcuni argomenti precedenti e quest'ultimo. Mi sembra che anche lui si accorge che i suoi ospiti vogliono che mostri carattere e indichi una strada. per la prima volta, disincantato, lo fa. Io non posso che essere d'accordo.....ovviamente con la dialettica di questo salottino virtuale!
 
Beta ha scritto:
Perchè definirli compagni che sbagliavano,solo perchè provenivano dall'area di sinistra, Zorro o Robin Hood, come alcuni inizialmente fecero e non semplicemente un pugno di professionisti del terrorismo, un piccolo gruppo di assassini che attentava alla nostra democrazia, non una pur piccola parte del popolo contro la gran parte di esso. Si ersero a giudici unilaterali e carnefici di tanti innocenti.Uno dei loro motti preferiti era: colpirne 1 per educarne 100.
 
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