Per chi non voglia vivere e morire berlusconiano la situazione politica italiana ha sfondato i limiti del sopportabile, secondo il detto di Franco Sensitivo per il quale al peggio non c’è fine perché dopo aver toccato il fondo si può sempre iniziare a scavare. Il Pd, con un calcolo miope e cialtrone, pensava di giovarsi del drammatico ridimensionamento dell’area di sinistra, e della scomparsa della stessa dal parlamento. I fatti dimostrano il contrario. Il pd in preda a una crisi depressiva e sadomasochista perde pezzi, credibilità, dignità e autorevolezza, in una discesa vorticosa e apparentemente inarrestabile. L’ultima indecorosa vicenda che pare profilarsi all’orizzonte è l’abbandono da parte di Soru dell’Unità da lui comprata e apparentemente rilanciata appena quattro mesi fa, con una previsione di licenziamento del 50% dei giornalisti. Un Unità che si ridurrebbe così a un foglietto indebitato con un organico dimezzato, guardato con diffidenza dal partito di riferimento, ostaggio di fazioni contrapposte, ormai nemmeno più lontanamente parente del giornale fondato da Antonio Gramsci. Senza contare la beffa di un quotidiano che si appresta a mettere in mezzo alla strada 40 giornalisti e intanto si affanna ad organizzare forum sulla precarietà, invitando a parlarne precari e disoccupati. Qualcuno ha giustamente fatto notare al Direttore, che per adesso non prende posizione, che piuttosto si poteva organizzare una seduta di autocoscienza in redazione.